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Caratteristiche

La pianta sempreverde appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus, specie denominata Chinotto di Savona Citrus aurantium, var. amara sun varietà sinensis – secondo il Risso. È un piccolo albero a lenta crescita, alto poco più di un metro e mezzo fino a 3 m, sviluppa su pochi rami fissi, privi di spine un’incredibile quantità di frutti e di fiori che la rendono ideale anche dal punto di vista decorativo. le radici si sviluppano in profondità, le foglie sono, piccole, strette, coriacee, ellittiche, appuntite e di color verde scuro.

I consigli dell’agronomo

Clima e terreno: Il chinotto preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, è sensibile ai freddi invernali ed alle escursioni termiche troppo elevate. Le temperature ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C, mentre al di sotto dello zero la pianta rischia di morire. L’albero teme i forti venti, per cui in zone soggette a questi fenomeni è necessario adottare delle barriere frangivento, viene esposto in ambienti molto soleggiati. Il chinotto predilige i terreni sciolti, di medio impasto, fertili, profondi, ben drenati e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i suoli troppo argillosi e compatti in quanto risulta sensibile all’asfissia radicale.

Tecniche di coltivazione

Questa pianta si propaga per innesto, i portainnesti più impiegati sono l’ arancio amaro e il trifogliato. La lavorazione profonda del terreno è preceduta da una concimazione di fondo a base di letame maturo. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50-70 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero, grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. L’entrata in produzione dell’albero avviene al 4°-5° anno dalla messa a dimora. La potatura si effettua ogni anno, in primavera, è piuttosto energica e consiste nell’eliminazione dei rametti affastellati in modo da lasciare quelli ben distanziati per favorire un buon arieggiamento della chioma, dei succhioni, dei rami secchi e malati. La concimazione
viene eseguita durante l’inverno col letame maturo. Il periodo estivo è caratterizzato da poche precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione.
Parassiti Il chinotto è una pianta soggetta ad attacchi di parassiti, tra i funghi il più pericoloso è il mal secco, che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa, per cui è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame. Tra i parassiti animali si ricordano le cocciniglie, la tignola della zagara e l’acaro ragnetto rosso, in questi casi al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili.
1) Raccogliere i frutti più grandi e pesanti almeno il 50 % ,
2) Dopo aver raccolto tutti i frutti fare un trattamento fungicida a base di VERDERAME in particolare contro il malsecco e la cocciniglia la tignola della zagara e il ragnetto rosso, da combattere con trattamenti chimici
3) A febbraio applicare OLIO BIANCO + RELDAN 22
4) Ad aprile applicare nuovamente il verderame ed aficida tipo CONFIDOR.
5) Se tutto procede normalmente effettuare un ulteriore trattamento con OLIO BIANCO +RELDAN 22 +CONFIDOR a metà giugno.
6) Proteggere dal vento forte e dalle gelate in caso di gelate.
7) Esporre al sole e bagnare frequentemente soprattutto d’estate
8) Non è necessaria la potatura se non per rendere più tondeggiante la chioma, ad ogni modo deve essere effettuata a fine dell’inverno, più che altro per eliminare i rami secchi e malati lasciando gli altri ben distanziati è importante pulire le cesoie o la sega con alcool o acqua e ammoniaca, per uccidere eventuali funghi presenti sulle lame.

Raccolta

Nel periodo del raccolto, tra settembre e novembre, è possibile scorgere tra le foglie grapoli di chinotti di piccole dimensioni, dal colore verde brillante che col tempo vira al giallo ed all’arancione In media una pianta può dare, nel periodo di produttività, 400-500 frutti di dimensioni e grado di maturazione diversi.
Il profumo che spigionano è intenso e caratteristico, segno di una eccezionale serbevolezza che ne consente la conservazione per periodi molto lunghi .
Gli esperidi possono aspettare a lungo sulla pianta prima di venir raccolti, sembra che i frutti del chinotto possano rimanere sul ramo fino a due anni.
I frutti del chinotto al naturale sono troppo amarognoli per essere consumati ma diventano prelibatezze se sapientemente lavorati.
Commercialmente i frutti si classificano in regolari (da 18 g in su), medi (9-17 g), piccoli (meno di 9 g).