Il chinotto di Savona

Una storia tutta da gustare

Il Citrus myrtifolia è arrivato, come la maggior parte degli altri agrumi, dal sud-est asiatico, e si è affermato nel savonese a partire dalla prima metà del XIX secolo.

Intorno al 1500, un navigatore savonese importò dalla Cina alcune piante di chinotto. Questa pianta, particolarmente preziosa, era considerata quasi un amuleto dai viaggiatori perchè, grazie alle sue ricche proprietà, aiutava ad allontanare le malattie. Trapiantato sulla costa ligure il chinotto ha trovato qui un ambiente ideale che, nel tempo, ne avrebbe migliorato le qualità organolettiche. Naturalizzatosi nell’ecosistema ligure del ponente, è diventato quindi un prodotto tipico del territorio savonese e della sua cultura. La storia dell’industria per la lavorazione dei chinotti affonda le proprie origini nel dipartimento francese di Vaucluse (Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur), dove nel 1780, fu fondata un’azienda per la produzione di confetture e canditi da tal sig. Elizièré Attraverso una serie di successioni ereditarie e cessioni di attività, passò in mano al sig. Silvestre-Allemand che ritenne necessario, per ampliare le produzioni, spostare la propria attività in Liguria e precisamente a Savona, in zona oltreletimbro, dove lo stabilimento a vapore Silvestre-Allemand, specializzato nella lavorazione dei chinotti, avviava la propria attività il 1° gennaio del 1877. Nell’‘800 la produzione del chinotto a Savona risulta quanto mai affermata, come testimoniano i documenti relativi ai dati sull’importazione, consumo ed esportazione dei frutti.

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Silvestre Allemand

Tali documenti evidenziano una flessione nell’esportazione dei chinotti freschi proprio in coincidenza dell’inizio dell’attività della Silvestre Allemand.

Le dimensioni dell’opificio sono quantificabili dal numero di dipendenti: 60 nell’anno di apertura (1877) e già 80 nel 1878.

Francia Regno Unito erano i mercati di esportazione, sia come prodotti da degustazione, sia come fonte di vitamina C per i marinai e navigatori oceanici.

A conferma della vasta diffusione delle piante di chinotto nel territorio savonese, la storica pubblicazione “DESCRIZIONE COSMOGRAFICA CLIMATERICA FLUVIALE ED AGRICOLA DEL CIRCONDARIO DI SAVONA NEL’ANNO 1879”, dell’Abbate Alberto Cougnet, vice Presidente della Società Economica promotrice dell’Industria, Agricoltura e Commercio di Savona e letta il 14/12/1879 all’Assemblea Generale del Parlamento del Regno d’Italia, descriveva una produzione di Chinotti:

“… nella zona meridionale, che dalli altipiani delli Appennini, ora a balzi precipitosi ora con dolci pendii al mare declina […], vi crescono gli aranci, che si slanciano robustissimi e mirabilmente a pien vento; i chinotti, nella loro robusta e tarchiata statura con folto cappello di fruttiferi ramoscelli che pullulano sul nodoso stelo, vi allignano rigogliosi ora a campi, ora disposti con bella armonia lungo i viali.”

Le produzioni erano localizzate tra Albissola Mare Superiore, Savona, Quiliano, Spotorno Finale Ligure.

A Savona si trovavano le superfici maggiori, localizzate nelle immediate vicinanze dello stabilimento, sui terreni che oggi ospitano i quartieri di Santa Rita Oltreletimbro (zona di San Giuseppe e di San Saturnino).

A testimonianza di questa localizzazione, l’annuario dell’agricoltura italiana del 1931 riporta testualmente: “nella zona litoranea [della provincia di Savona, n.d.r.] predominano le colture orticolefrutticole olivicole e agrumarie quali verdure primaticce, asparagi, carciofi, fragole, finocchi, ecc., pesche, pere, mele, uva da tavola, ecc., chinotti, limoni, aranci. La coltura del chinotto viene esclusivamente fatta a Savona e dintorni e poco nel finalese”

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Ancora dopo la fine del primo conflitto mondiale, l’azienda agricola Tortarolo, una delle più grandi di Savona e condotta dalla famiglia Minuto, produceva quantità consistenti di frutti, come testimoniato dalle ricevute del 1927 che, tra il 18 novembre e il 9 dicembre, riportano la consegna alla Società dei Produttori di Chinotti 83.700 chinotti regolari + 75.800 frutti piccoli + 1.600 piccolissimi.

annuario

Cosmografica

“Descrizione cosmografica climaterica fluviale ed agricola del circondario di savona nell’anno 1879”, dell’Abbate Alberto Cougnet, vice Presidente della Società Economica promotrice dell’Industria, Agricoltura e Commercio di Savona e letta il 14/12/1879 all’Assemblea Generale del Parlamento del Regno d’Italia (Capitale: Firenze), descriveva una produzione di Chinotti ampiamente affermata.

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Trattandosi di un prodotto destinato alla canditura, la vendita dei chinotti è sempre avvenuta a numero e secondo un diametro prefissato. Il diametro veniva misurato facendo passare i frutti all’interno di anelli diversi per dimensione, montati su una rastrelliera per le produzioni maggiori o portati singolarmente, per produzioni minori. I prezzi hanno subito continui cambiamenti e solo in pochi casi è possibile risalire ai valori, sempre gelosamente conservati e mai divulgati. Solo ora, a distanza di un secolo, riaffiorano dal fondo di cassetti mai più aperti registri e fogli di prima nota, da cui trarre finalmente qualche indicazione di carattere economico e contrattuale

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data/periodo Lire ogni mille frutti

(valore del tempo)

Coefficiente annuale di rivalutazione Pari a euro ogni mille frutti (2013)
prima del 1877 2,65 7.113,846(**) 9,74
dal 1877(*) fino a fine secolo 8,50 7.511,6855 (***) 32,98
1910 3,54 7.401,349 13,53
1911 8,00 7.221,741 29,84
1912 8,99 7.156,615 33,23
1913 (prima raccolta) 8,99 7.142,302 33,16
1913 (ultima raccolta) 13,86 7.142,302 51,13
1917 8,99 3.771,015 17,51